Bullismo: che cos’è e come riconoscerlo

Il bullismo ormai è un fenomeno abbastanza noto e spesso balzato alla cronaca. L’allarme sociale fa sì che gli istituti scolastici spesso si avvalgano di un pedagogista a Milano per intervenire in modo specifico con strumenti e protocolli studiati ad hoc. Gli episodi si registrano già nella sbucalo dell’infanzia e non solo nella primaria e secondaria. Al forte carenza pedagogica e il mancato sostegno ai quei bambini in difficoltà, ha probabile portato a tali situazioni. I tagli all’istruzione che costringono a fare classi con 20 25 alluni è una delle possibili cause che sta dietro all’esplosione del fenomeno: i bambini sono tanti e l’insegnante non riesce a dare a tutti, soprattutto i soggetti più problematici, le giuste attenzioni.

Che cos’è

Il bullismo è un fenomeno di gruppo che vede diversi soggetti interagire in questa relazione distorta. Ci sono il bullo o i bulli, sia maschi che femmine, che agiscono con prepotenza e violenza nei confronto di un compagno. Questo è la vittima che viene preso di mira per crateriche soprattutto fisiche: colore della pelle, orientamento sessuale, peso, tipo di vestiario etc. Nella dinamica di gruppo ci sono anche i cosiddetti sostenitori dei bulli. Si tratta di ragazzi che sostengono el azioni del bullo, anche solo ridendo, spesso anche per no esser presi di mira a loro volta.

Il pedagogista a Milano individua anche che c’è una sorta di omertà tra i soggetti, anche quelli non direttamente coinvolti. La massa silenziosa osserva senza fare nulla, senza dire nulla e senza fare nomi, aumentando l’isolamento sociale della persona presa di mira e bullizzata. L’omertà è spesso caratterizzata dalla paura di esser presi di mira o di ritorsioni varie dei bulli.

I comportamenti riconducibili al bullismo variano dall’aggressività fisica (botte, calci, spintoni…) a quella verbale (prese in giro, parolacce, minacce..) a fenomeni di isolamento sociale.

Le caratteristiche

I comportamenti classici che indicano il bullismo  sono aggressività fisica con calci, pugni, botte, spintoni etc. ma anche attacchi verbali come prese in giro, insulti, minacce etc. Perché si possa parole di bullismo deve esser disparità, fisica o psicologica, tra bulli e vittime. Deve anche esserci intenzionalità e reiterazione dei comportamenti.